Lamentati, vuoi avere ragione??

brontoloIl lamentarsi è al servizio dell’ego, non del cambiamento, l’ego vuole avere ragione, da’ un punto di vista, un’opinione, avere ragione ti rende superiore, confondendo le opinioni con i fatti.

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Ecco questa storiella ispiratrice cinese

A un contadino era fuggito via il cavallo. “Che sfortuna!”, dissero i suoi amici.
“Può darsi“, rispose l’uomo.

Qualche giorno dopo il cavallo ritornò insieme a un altro cavallo ancora più bello e robusto.
“Che fortuna!”, esclamarono gli amici. “Può darsi“, replicò il contadino.

Il giorno dopo, suo figlio cercando di cavalcare il cavallo selvatico cadde e si ruppe una gamba.
“Che disgrazia!”, commentarono gli amici. “Può darsi“, rispose il contadino.

Una settimana più tardi, tutti i giovani maschi del paese, tranne il figlio con la gamba rotta, furono mandati a combattere in una guerra sanguinosa.
“Come tutto si è volto al meglio”, dissero meravigliati gli amici.
“Può darsi“, disse il contadino.

Può darsi.

Se raccontate a qualcuno le novità, voi ne sapete più dell’altro, soddisfate l’ego, l’ego vuole qualcosa.In una relazione genuina c’è un fluire di vigile attenzione, PRESENZA.

La causa della negatività sono i pensieri, non la realtà in sé. Se siete consapevoli, riconoscete la voce nella testa, altrimenti interviene il passato. L’ego non distingue tra la situazione e la sua interpretazione. Se nel mezzo della negatività siete capaci di comprendere che stai vivendo la sofferenza, sarà sufficiente per innalzarvi sopra l’ego. Come? Seguite Day0..1…2…7. e i pensieri scompariranno. Ci vuole costanza e metodo.Al 10° giorno molti abbandonano, sono i giorni più duri, poi ci sono gli 11 successivi in cui occorre resistere e poi tutto scivola via veloce.Non e’ per tutti. Senza un pò di fatica, non si ottengono risultati, come per la corsa, i primi giorni sono faticosi e poi diventa un vero e proprio piacere, adesso tutti corrono, è una moda.Se tutti non pensassero, il fluire del mondo sarebbe molto meglio…

L’ego ama il risentimento verso la realtà, prima eravate i pensieri, adesso siete consapevolezza. PROVACI..DAY 1….Day7…

E. Tolle e il corpo di dolore.Approfondimenti

Accettare vuol dire dare il permesso di non lottare e comprendere che non siamo più un frammento, una nuvola, ma percepiamo lo spazio,  tutto il cielo e da li se necessario, potete dire di no all’altro, liberi dalle negatività.

 

GRAZIE GRAZIE GRAZIE

Prova la ruota della vita. Fai il test

Chiarite a voi stessi qual è il vostro livello attuale di successo e di soddisfazione.
La creazione della vostra vita inizia con la valutazione onesta di dove vi trovate in questo preciso momento della vita.
Su una scala da 1 a 10 (che inizia con lo “0” in corrispondenza del centro), assegnate un valore ai vostri attuali livelli di successo e soddisfazione in ogni area e riempite lo spazio compreso tra lo “0” e tale valore.
Così da avere un quadro chiaro degli aspetti della vita su cui dovete concentrarvi di più.
Fa ‘ogni giorno un nuovo passo deciso in direzione dei tuoi sogni
Descrivete ora cosa corrisponde per te 10 in relazione alla famiglia.
Come potresti arricchire di più la loro vita? Come vorresti che ti trattassero, sostenessero?
Descrivete ora cosa corrisponde per te 10 in relazione alla crescita personale.
Quanti libri vuoi leggere? Vorresti seguire questo percorso? Vorresti essere affiancata da un coach? Vorresti seguire dei seminari, quali?
Descrivete ora cosa corrisponde per te 10 in relazione alla salute e alla forma fisica.
Cosa mangeresti? Quali alimenti eviteresti? Quali esercizi faresti? Come ti sentiresti?
Descrivete ora cosa corrisponde per te 10 in relazione alle finanze.
Quanti soldi vorresti guadagnare? Quanto risparmiare? Quanto donare? Quali problemi finanziari vorresti risolvere?
Descrivete ora la libertà e lo stile di vita che vorresti per te e per i tuoi cari.
Così via per tutte le aree.
Adesso
Quali abitudini potreste adottare ADESSO per raggiungere il massimo 10 nelle relazioni con la famiglia?
Potresti telefonare di più?
Annotate i vostri progressi ogni giorno.
Così per ogni area.
Tenere traccia dei tuoi  progressi comporta importanti benefici in quanto aiuta a responsabilizzarsi e fornisce
Un rinforzo positivo.
A presto
Coach DanyCattura

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Questo è un gruppo FB

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volto al miglioramento personale, ecco una cosa che abbiamo in comune tutti noi iscritti!!!!

La verità è il momento, il quando, dovremmo ricordare che è l’ADESSO il momento più importante della nostra vita per migliorarci.

Questa SFIDA è CAMBIARE LA VOSTRA LA NOSTRA VITA in 21 giorni, se procrastinate, poi avrete più tempo per il dolore poi…

Si parte con il piede giusto GIA’ il mattino.

Il mattino è il momento per chi soffre di depressione PEGGIORE, diventa tutto un circolo di disperazione, sconforto, senso di scarsa energia. Se ci si sveglia con uno scopo, diventiamo vincenti.

 

COME? Seguimi in questi DAYS…

Ricreiamo l’esperienza di svegliarsi alla mattina eccitati come quando arriva Babbo Natale, tutti i giorni per il resto della vita!!!

 

Chi sono? Compilate questo test. Fatemi sapere i punteggi a, b, c.

Test indicativo per individuare i predicati che caratterizzano un particolare sistema rappresentazionale.

Segna con una x una sola delle tre risposte possibili per ogni situazione descritta.

 

  1. Quando devo comunicare un’idea importante ad altre persone :

 

a. Cerco di far vedere i vari aspetti

b. Mi concentro sulla sensazione che voglio trasmettere

c. Scelgo con cura la parola che spiega meglio la mia idea

2.Nell’ultimo colloquio con un caro amico ricordo di più :

a. le precise parole che ha utilizzato

b. le espressioni del viso

c. sentimenti e sensazioni che mi ha trasmesso

3. Per credere a qualcuno, ritengo sia importante :

a.la sensazione di fiducia che trasmette

b. l’immagine che da’

c.la competenza e la preparazione espressa attraverso le parole

4. Per comunicare efficacemente ho bisogno:

a. di sentirmi sicuro

b. di prepararmi il discorso

c. di immaginare la situazione

 

5. Prima di presentare una relazione ai miei colleghi :

a.scrivo con cura una traccia dei punti da esporre

b.evidenzio sensazioni e sentimenti relativi all’argomento

c.mi preparo alcune parole chiave

6.Alla fine del mio discorso, ne valuto l’efficacia:

a.ascoltando le risposte in aula

b.guardando i volti delle persone

c.captandola nell’aria

7.di una persona incontrata molto tempo fa, ricordo :

a.il viso non il nome

b.il nome

c.la sensazione che mi trasmetteva

8. Dei tempi della scuola ricordo:

a. le paure e le soddisfazioni

b. i visi dei compagni o dei professori

c. le confidenze e le discussioni con i compagni

 9.Di una persona appena conosciuta mi colpisce di più :

a.le parole e il suo eloquio

b.com’è vestita

c.la sua gestualità e le sensazioni che mi trasmette

10.Alla fine di una mia chiacchierata ritengo sia ricordato di più:

 

a.alcuni passaggi del mio discorso

b.il succo del discorso

c.alcune immagini che ho trasmesso

11.Nella mia vacanza ricerco :

 

a.la possibilità di parlare con la gente

b.la possibilità di immergermi nella natura

c.la possibilità di girare e vedere posti nuovi

 12.Quando ho intenzione di acquistare qualcosa :

 

 

a.ho già visto cosa desidero e so già cosa comprare

b.compro d’impulso se una cosa mi piace davvero

c.mi lascio consigliare prima di comprare

13.Penso meglio in questa situazione :

 

a.da solo in silenzio

b.mentre sto facendo un’attività manuale

c.davanti alla televisione

 

 14.Di fronte ai problemi altrui :

a.illustro il mio punto di vista

b.cerco di dare l’esempio

c.li ascolto

 

 

 

15 Mi attrae di più :

a.una raccolta di poesie

b.un libro di avventure

c.un libro fotografico

16. Tra le seguenti attività preferisco :

 

 

a.praticare sport

b.fotografare

c.ascoltare la musica

17.le migliori idee le ho avute :

a.parlando con gli altri

b.provando e riprovando in concreto

c.osservando

18.prima di cercare di convincere una persona :

a.la guardo con interesse

b.mi metto alla prova

c.la ascolto attentamente

19. prima di decidere per una soluzione

 

a.esperimento

b.ne parlo con i colleghi

c.cerco di immaginare i risultati

20.ricordo più facilmente i nomi di

 

a.musicisti o cantanti

b.attori

c.pittori o grafici

21.Per valutare i pro o i contro di una situazione mi affido maggiormente :

 

 

 

a.alla documentazione in mio possesso

b.alla mia esperienza

c.al parere altrui

 

 

 

22. immaginando di essere un detective che inizia ad indagare su un delitto, per prima cosa :

a.ricercherei accuratamente le tracce

b.interrogherei testimoni o persone

c.farei un’indagine sul luogo del delitto

23.Di un luogo di vacanza apprezzo di più :

a.il silenzio

b.il paesaggio

c.il clima

 

 24. Durante una conferenza mi concentro di più :

a.sul comportamento dell’oratore

b.sul suo aspetto e abbigliamento

c.sull’esposizione

25. E’ più facile che io acquisti un prodotto utile :

a.perché me ne ha parlato un amico

b.perché ho avuto modo di provarlo prima

c.perché l’ho visto reclamizzato in televisione o sulla stampa

26.solo in un’isola deserta, preferirei avere a disposizione per passare il tempo :

 

a.una radio

b.un videoregistratore con cassette

c.delle attrezzature per fare ginnastica

27. preferirei :

a.organizzare persone in un’agenzia commerciale

b.essere giornalista e fare interviste o inchieste

c.essere architetto e fare i progetti appartato

28.quando andavo a scuola imparavo di più :

 

a.frequentando le lezioni

b.leggendo i libri

c.osservando gli altri

 29.ho appena acquistato una nuova apparecchiatura elettronica. Per imparare ad utilizzarla preferisco :

a.farmi spiegare da un tecnico

b.fare da me con delle prove pratiche

c.leggere le istruzioni

 30. Credo di più nelle cose che :

 

a.vedo

b.ascolto attentamente

c.compio io stesso

 

Terminiamo con l’ultimo sistema rappresentazionale secondo PNL

EMOZIONALE – PROPIZIATORE cenestesico

 

PROPIZIATORE (MANI APERTE)

 

COMPORTAMENTO

Tende a vivere le relazioni in modo emozionale e ricerca un contatto di tipo fisico con il suo interlocutore, toccandolo in maniera avvolgente. Nelle relazioni tende a esordire con il “Si”. Uso dei qualificatori: se, solo, proprio, perfino; uso del congiuntivo. Violazioni per lettura del pensiero

 

La persona in modalità emozionale vive normalmente l`emozionalità`; ed ha due sottotipi:

 

  1. Empatico – riconfortante  : GESTUALITA’: classico di questo sottotipo è il tenere le mani a triangolo
  2. COMPORTAMENTO: si interessa all’emozionalità dell’altro complimentandosi e riconfortandolo – sull’emozionalità dell’altro tende quindi a modellare la propria – questa modalità può anche essere chiamata del cercatore di riconoscenza, alludendo al comportamento;
  3. Espressivo :GESTUALITA’: classico di questo sottotipo è il tenere le palme delle mani rivolte verso l’alto e l’esecuzione di gesti più ampi del precedente. La voce anche è molto espressiva
  4. COMPORTAMENTO: esprime la propria emozionalità nella maniera la più possibile coinvolgente – tende prima a sentire la propria emozionalità e tende a trasferirla sull’altro;

 

 

PREDICATI SENSORIALI
CENESTESICI
toccare

afferrare

impatto

scuotere

vibrare

strofinare

stimolato

triste

impressione

irritare

sentire

panico

dolore

calma

ricominciare

sfuggire di mente

ti combatterò

rimuginare

in breve

solide fondamenta

problematico

controllati

scocciatore

tenere in sospeso

discussione animata

tagliare la testa al toro

mettiti in contatto con

non ti seguo

con la puzza sotto il naso

sono rimasto amareggiato

SISTEMA CINESTESICO (K)

 

VERBALE PARAVERBALE NON VERBALE
PREDICATI SENSORIALI

 

 

Ritmo lento

Tono basso

Volume basso

Spalle ricurve e testa bassa

Gestualità centripeta e limitata

Respirazione bassa e lenta

 

CENESTESICO: respirazione profonda e piena, bassa nella zona dello stomaco

CENESTESICO: ritmo lento di voce con lunghe pause e tono basso e profondo.

 

Potremo così capire l’altra persona facendo Ricalco, mezzo indispensabile per sintonizzarci con i processi interni delle persone e quindi capire il loro stato d’animo. Infatti io imiterò la sua postura ma, se alza il braccio sinistro, anch’io alzerò il braccio sinistro, per ricreare la stessa tensione muscolare nel medesimo arto. Il soggetto si vedrà inconsciamente più o meno rispecchiato, ma potremo capire il suo stato emozionale. Vedremo più avanti i dettagli.

 

 

Chi usa il sistema Auditivo nel comunicare?

Eccoci all’auditivo:

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Chi è?

Avete altri 15 giorni per capire chi sono gli auditivi tra di voi…

 

 

GESTUALITA`

La persona in modalità indicatoria da indicazioni precise sul come agire e utilizza classicamente gesti della mano indicanti: indice puntato, mano tagliente etc.

 

LOGICA-auditivo

 CALCOLATORE O SUPERLOGICO (DITA A CERCHIO)

LINGUAGGIO E COMPORTAMENTO

Questo tipo di persona tende a comportarsi in maniera un po’ più fredda rispetto all’ accusatore e al propiziatore. Analizza le situazioni sotto il profilo logico mediante l’uso di “perché”. Cancellazione degli argomenti nominali dello sperimentatore; uso di nomi senza indice referenziale; uso di nominalizzazioni

La persona in modalità Logica tenta di ragionare sulle situazioni, e utilizza “perché`” sia con sé stesso che con gli altri; Per lui contano i dati e le spiegazioni puramente logiche.

  

GESTUALITA`

Gesti delle mani tipici sono le dita a cerchio o micromovimenti delle dita.

Il logico può essere diviso nei tre sottotipi

A)     politico : usa la logica e la dialettica come strumento per ottenere e coinvolgere; dimostra un comportamento più caldo – gesti più ampi

B)     magistrato: usa la logica come strumento per dimostrare; dimostra un comportamento più freddo; dimostra più frequenti micromovimenti del precedente.

C)      Retorico: usa la comunicazione come fine a sé stante

Parole usate dall’Auditivo:

ascoltare

rumore

descrivere

dire

domandare

parola chiave

udire

suoni

melodia

spiegare

tono

ad alta voce

comporre

domanda

riflessione

descrivere in dettagli

esprimersi

fare attenzione

l’ho già sentito

ben informato

esprimere un’opinione

parola per parola

forte e chiaro

per così dire

fare appello a

armonioso

altisonante

inaudito

chiassoso

sordo come una campana

Gestualità:

Movimenti circolari delle mani vicini alle orecchie

AUDITIVO: respirazione uniforme nel diaframma o a pieno petto.

DIALOGO INTERNO: espirazione un po’ prolungata

Spesso la testa è inclinata da un lato (posizione del telefono)

Tono della voce:

tono chiaro, né alto né basso, modo di parlare uniforme, a volte ritmico, con parole bene enunciate.

Mamme non urlate. Ditelo a bassa voce. Gestisci le tue emozioni

Come chiedere correttamente le cose al proprio bimbo

Ti mostrerò ora come chiedere usando istruzioni verbali utili per ottenere un comportamento corretto da parte di tuo figlio. Sii specifico . «Sistema le tue cose» non significa nulla per la sua testa. Indica quali oggetti deve sistemare e cosa vuol dire per te «sistemare». «Raccogli i pennarelli dal tavolo, chiudi quelli che sono aperti e riponili tutti nel loro astuccio», questa è una richiesta specifica.

• Sii calmo . «Raccogli i pupazzi, sono dappertutto. Guarda che casino!» non è chiedere, è pretendere in malo modo. È vero che tu (con la schiena a pezzi) avresti pure il diritto di arrabbiarti, a volte, ma sappiamo anche che il tono arrabbiato non funziona mai.

• Sii cortese . Se esordisci con un «per favore» e concludi con un «grazie» renderai tutto più facile. «Metti il pigiama al suo posto nel cassetto» è molto meno convincente di: «Per favore, amore, metti il pigiama al suo posto nel cassetto, grazie». • Cerca il contatto visivo . Se urli dalla cucina alla sala: «Vai in bagno a lavarti le mani», rischi di non essere ascoltato Devi stare davanti a tuo figlio ed esprimerti con tono dolce guardandolo dritto negli occhi. • Sii tempestivo . È inutile fare una richiesta un’ora prima.

• Sii diretto . Se vuoi ottenere qualcosa, usa un’affermazione e mai una domanda. La domanda rischia di essere ambigua, implica che il bimbo debba rispondere . Usa un’affermazione per farti capire: «Scendi dal tavolino, per favore. Adesso, grazie». Chiedi una volta , al massimo due. È inutile ripetere. «Forza amore, scendi e sali sulla bici, che è ora di tornare a casa». -Amore, adesso è ora di prendere tuuuuuttiiii gli animaletti della fattoria, tuuuuttiiiii gli animali della giungla, e metterli nelle loro scatole. «Prima di infilarti nel letto e fare una bella nanna, prendi il cestino delle costruzioni e raccogli tutti i pezzi dal letto. Bravissimo.» Quando vuoi dare un comando, perché è importante o perché non ti ha ascoltato le volte precedenti, dillo a bassa voce . Se ti innervosisci, abbassa la voce, ti ascolterà lo stesso. E se devi rimproverarlo, fallo a bassa voce. Il messaggio verrà recepito meglio.

P.S. Scelte PRESUPPOSTO: Che si soffi il naso SCELTA UNO Te lo soffio io SCELTA DUE Te lo soffi tu Mai una minaccia «Vuoi andare a letto adesso o te le devo dare per farti alzare da quel divano?» non offre una scelta. La coerenza e lo «yes set» In PNL si parla molto di yes set Possiamo usare lo stesso schema con i nostri figli: esprimere tre richieste che eseguiranno facilmente e poi una quarta – quella che ci interessa davvero – che eseguiranno seguendo il bisogno di essere coerenti con le prime tre. Per esempio, se vuoi che ti dia una mano a preparare la tavola:

1. Fammi vedere come fai la capriola.

2. Sistemati la frangia.

3. Guarda fuori com’è rosa il tramonto

. 4. Ora prendi questo piatto e mettilo a tavola al tuo posto.

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Crescere figli felici. Gestiamo le nostre emozioni

Rabbia quando il fratello maggiore gli/le ruba un gioco

 Esercizio5b5d7-mum

Se i fratellini sono piccoli e rischiano di farsi male strattonandosi o spingendosi, ci toccherà fare i giudici della situazione. Ecco le due alternative: • Se non sai chi ha rubato il gioco a chi, suggerisco di toglierlo semplicemente di mezzo, argomentando che non ti piace vederli spingersi e tirarsi.

Il fatto di non dare peso a comportamenti negativi sia un toccasana.

 Se hai visto chi ha rubato il gioco, allora è bene ridarlo al legittimo proprietario. Senza gridare, senza scene. Non dovresti strapparlo dalle mani del «ladro», ma chiederlo gentilmente. L’opzione migliore è che sia il detentore illegittimo a decidere di ridare il gioco all’altro.

Se però è troppo piccolo, possiamo farlo noi per lui.

Preparati:

Si metterà a piangere, si sdraierà isterico a ribellarsi: lasciamolo fare e ignoriamo la reazione. Presto tornerà sereno a giocare con altro.

Cosa NON fare :

Dare ragione al più piccolo, solo perché è più piccolo.

Poche coccole però, per non rinforzare il suo gesto scorretto (il rinforzo serve sempre ad aumentare la frequenza di un comportamento, sia positivo sia NEGATIVO).

Rabbia quando il fratello maggiore gli/le ruba un gioco

 Esercizio

Se i fratellini sono piccoli e rischiano di farsi male strattonandosi o spingendosi, ci toccherà fare i giudici della situazione. Ecco le due alternative: • Se non sai chi ha rubato il gioco a chi, suggerisco di toglierlo semplicemente di mezzo, argomentando che non ti piace vederli spingersi e tirarsi.

Il fatto di non dare peso a comportamenti negativi sia un toccasana.

 Se hai visto chi ha rubato il gioco, allora è bene ridarlo al legittimo proprietario. Senza gridare, senza scene. Non dovresti strapparlo dalle mani del «ladro», ma chiederlo gentilmente. L’opzione migliore è che sia il detentore illegittimo a decidere di ridare il gioco all’altro.

Se però è troppo piccolo, possiamo farlo noi per lui.

Preparati:

Si metterà a piangere, si sdraierà isterico a ribellarsi: lasciamolo fare e ignoriamo la reazione. Presto tornerà sereno a giocare con altro.

Cosa NON fare :

Dare ragione al più piccolo, solo perché è più piccolo.

Poche coccole però, per non rinforzare il suo gesto scorretto (il rinforzo serve sempre ad aumentare la frequenza di un comportamento, sia positivo sia NEGATIVO).

Gioco dell’indifferenza : Rabbia del bambino Come si gestisce

 

Rabbia nel gioco , un’emozione difficile da gestire

Gioco dell’indifferenza

Le loro Emozioni

Serve per i bambini con problemi di controllo della rabbia, sono bambini più sensibili alle cose negative. Questo gioco serve per ignorare lo scherno e la punzecchiatura anziché reagire con la collera.

Serve:

mazzo di carte, cronometro, in 3 minuti dovete far costruire al vostro bimbo un castello di carte.

L’avversario lo schernisce ma non vale toccarlo, pena la vittoria del giocatore.

Vince chi totalizza per primo 20 punti.

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Emozioni positive come generarle

Le emozioni

Parliamo un po’ dei nostri pensieri.

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Gran parte del pensiero è automatico, involontario e ripetitivo. La voce nella testa ha una vita sua. Molti sono in balia di quella voce e non lo sanno. La densità dell’ego dipende dal grado in cui siete identificati con il pensiero, la mente non è che un minuscolo aspetto della coscienza. Alcuni godono di periodi brevi di libertà dalla mente ed è in questi momenti in cui sorgono creatività, compassione…

Molti volgono al passato o al futuro che esiste solo nella loro mente o attraverso un ruolo che interpretano.

OSSERVARSI

Vedere il pensiero fuori da sé, su una mano ad esempio significa tornare a casa.

Così diceva Joyce, così Kafka. Poi c’è l’emozione che è la reazione del corpo alla mente , vista attraverso l’ interpretazione mentale ( buono cattivo, me e mio).

A volte la voce nella testa racconta una storia in cui il corpo crede e alla quale reagisce con le emozioni e sono condizionate dal passato, dalla prima infanzia.

Le emozioni più profonde provengono dal nostro intimo e sono la nostra vera natura in forma di amore, gioia e pace. Come si arriva a quelle emozioni profonde? Un esempio le nostre frasi, che vedremo più avanti, un altro esempio il respiro che mi riporta al PRESENTE.

Ogni pensiero felice genera energia vibrante.

OSSERVATEVI. Siate consapevoli. I quotidiani, i tg non pubblicano notizie ma solo emozioni negative che è cibo per chi ha dialogo interiore negativo…

 

 

Emozione negativa è tossica per il corpo, per il cuore, per gli ormoni…

 

Emozione positiva :

Ci sono emozioni positive dell’ego e quelle più profonde in connessione con l’Essere.

Per es. per l’ego amore è possesso oppure aspettare un evento porta a delusione legato a fattori esterni instabili. Queste sono emozioni dell’ego non dell’anima. Ne parleremo più avanti.